Si segnala tristemente che nella città di Milano sono presenti numerosi micronidi del Comune in appalto a cooperative, in strutture che non hanno spazi esterni per i bambini che li frequentano. Uno di questi è proprio il micronido De’Bognetti nella via omonima del nostro quartiere. Pur essendo circondato dal verde della scuola elementare, il micronido riposto al pianterreno di una piccola ala della scuola, due stanze in totale, ospiterà dieci bambini che non vedranno la luce se non dalle finestre…In compenso sui davanzali si intravedono timide piantine di basilico.
Considerando l’importanza per la buona crescita psicofisica dell’esistenza di momenti di svago all’aperto, anche solo per prendere quel poco di sole che Milano offre, mi domando che senso abbia autorizzare strutture non dotate di queste pertinenze. Per sventolare dei numeri, per far vedere che i posti ci sono, dobbiamo abbassare la qualità delle strutture per i nostri bambini?
Una madre indignata.
















In effetti è un bel problema..
D’altra parte l’italia è tra i paesi europei in cui non vengono raggiunti gli standard per i servizi all’infanzia previsti dagli obiettivi di Barcellona del 2002 (si veda questo documento dal sito Unicef: http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.aaf9f658bab939e56991/P/BLOB:ID%3D5346
Saranno poi non so quanti anni che non vengono più costruite strutture scolastiche pubbliche all’interno dei nuovi quartieri..(in particolare i nidi d’infanzia sono stati quasi completamente delegati al privato).. Per cui non c’è quasi da stupirsi se le strutture esistenti non rispettano i diritti fondamentali dell’infanzia. Ma comune ed altri enti che fanno al proposito? Perchè nella regione più ricca d’italia, non sono garantiti a tutti i servizi pubblici essenziali e di qualità?